associazione sportiva dilettantistica
Gruppo Sportivo CORSERA
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Stefano Allocchio

Il GS CORSERA vanta un illustre iscritto, a difendere i colori gialloblù c'è Stefano Allocchio grande velocista degli anni Ottanta. In nove anni di professionismo è riuscito a battere grandi campioni dello sprint. Tra le “vittime” dei suoi micidiali rush anche Saronni, Cipollini, Bontempi, Kelly, Konyshev, Gavazzi, Rosola, Eddy Planckaert e soprattutto il gigantesco Freuler, che quando trovava Stefano sulla sua strada era quasi sempre battuto. Come in occasione dei due primi successi al Giro d’Italia 1985, di un giovanissimo Allocchio, nella tappa di Foggia e di Salerno.

Nato a Milano il 18 marzo 1962, ha iniziato la sua carriera professionistica nel 1985. Per tre anni ha difeso la maglia della Malvor-Bottecchia (1985, ’86 e ’89). Ha poi corso per Supermercati Brianzoli (1987), Chateaux d’Ax (’88), Italbonifica-Navigare (dal 1990 al ’92) ed ha concluso con la Lampre (1993). Dieci bellissime vittorie in volata, tra cui 4 tappe al Giro, una alla Vuelta ed una alla Tirreno-Adriatico. Del Giro è stato uno straordinario “aficionado”: ne ha corse 9 edizioni, portandone a termine 8.  Vanta una presenza anche al Giro di Spagna, concluso nel 1989. Tra i suoi compagni di squadra tanti campioni come Moser, Saronni, Bugno, Rominger, Visentini, Ballerini, Contini, Vittorio Algeri, Claudio Corti, Da Silva, Beccia, Volpi, Giorgio Furlan, Zanini, Podenzana, Giupponi e Bincoletto.

Stefano è stato anche un ottimo pistard. Da dilettante è stato tre volte campione italiano (due nell’inseguimento a squadre ed una nell’americana), poi da professionista ha conquistato altre due maglie tricolori (1985 e ’89) nell’individuale, specialità che lo ha visto conquistare due medaglie di bronzo (Bassano 1985 e Colorado Springs ’86) ai campionati del mondo.

Stefano che, sceso di bicicletta, dopo esperienze di opinionista Rai al fianco di Adriano De Zan e Giorgio Martino, è rimasto nel ciclismo nell'ambito di RCS Sport ed ora è il primo collaboratore del direttore del Giro d’Italia, Mauro Vegni.